Industria 4.0

Industria 4.0: la quarta rivoluzione industriale

Iot e big-data: i due pilastri di Industria 4.0

Mentre, come si apprende da alcune fonti, Germania e Giappone stanno discutendo e stringendo accordi per qualcosa che andrà già oltre Industria 4.0, in Italia le aziende rincorrono questa nuova “rivoluzione industriale”. Dato per scontato l’uso di un pc e di un software gestionale – ma è poi così scontato? – per le nostre PMI lo sforzo richiesto per compiere questo ulteriore salto in avanti è notevole.

“Se le aziende italiane non capiranno che è necessario buttarsi mani e piedi nell’informatica, saranno ben presto tagliate fuori dal mercato”. Non è uno slogan, sono le parole che possiamo ascoltare in un qualsiasi convegno sul tema e, credo, siano l’esatta verità. L’imprenditore lungimirante deve fare tesoro del paradigma informatica – successo e cercare di modificare la propria azienda in modo da cavalcare questa onda che, come dicevo prima, rischia di passare ancor prima di riconoscerla (Germania – Giappone).

Cerchiamo di capire in cosa consiste Industria 4.0

Ogni oggetto può essere connesso ad internet. Questa frase spiega, in sostanza, cosa sia lo Iot (acronimo di Internet Of Things, dall’inglese internet delle cose). Per semplificare, tutto ciò che ci circonda, dalla macchinetta per il caffè, all’automobile, al cassonetto per la raccolta differenziata, può essere dotato di una serie di sensori e, tramite internet, i dati che ne derivano possono essere scritti su un server da qualche parte nel mondo. Questo ci consente di sapere, ad esempio, la temperatura dell’acqua della macchinetta del caffè in quel preciso momento o se siano stati fatti dei caffè o se sia necessario eseguire la manutenzione, oppure ancora la posizione dell’automobile, quante volte è stato premuto il pedale del freno, oppure quando il cassonetto è pieno e deve essere svuotato e così via (ci si può davvero sbizzarrire). Queste “cose” inviano i dati in ogni istante, in ogni nano-secondo. Quindi dobbiamo immaginare di avere un’enorme quantità di dati, tanto grande da non essere, ovviamente, interpretabile dall’uomo. Nascono, quindi, degli strumenti per la comprensione e l’uso di questi dati: software in grado di creare dei modelli di interpretazione, nei vari contesti d’uso, che consentano all’uomo di sfruttare queste informazioni trasformandole in opportunità. Il binomio “enorme quantità di dati” e “software che li interpretano” rappresenta un buon significato per il termine Big Data.

Ma perché alla base di Industria 4.0 ci sono Iot e Big Data?

Ipotizzando l’uso di queste tecnologie in un’azienda, specie se manifatturiera, ecco che informatizzare, ad esempio, le macchine della propria linea produttiva, potrebbe consentire all’imprenditore di ottimizzare i tempi di produzione, e applicando delle opportune analisi modificare la propria struttura organizzativa in modo da aumentare la velocità nelle consegne e migliorare sensibilmente i servizi per i propri clienti. Allo stesso modo, sarebbe possibile dotare i propri prodotti di sensori, in modo da monitorarne lo stato e gestirli in modo opportuno.

Ecco che, riprendendo i concetti iniziali, le aziende capaci di utilizzare queste opportunità potranno competere in un mondo sempre più digitale.